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Forni di cottura e pressatura ceramica

Forni per cottura e pressatura della ceramica e del disilicato di litio ad uso odontotecnico

Il Disilicato di Litio è contraddistinto da un’elevata resistenza e, oltre a essere lavorato con sistemi CAD/CAM, può essere pressato, proprio come le ceramiche classiche. Proprio per questa sua caratteristica questo materiale trova sempre più spazio nel laboratorio odontotecnico per la realizzazione di protesi.
Il Disilicato di Litio tuttavia, è soggetto a risultati alquanto diversi dal punto di vista qualitativo a causa della sensibilità del materiale nei confronti delle temperature elevate, del tempo di permanenza nel forno di cottura e del contatto con masse di rivestimento a legame fosfatico.

Nel 2010 è stato brevettato il sistema Advanced Press che contiene un’interfaccia totalmente nuova nel procedimento di pressata delle ceramiche dentali. Sulla base del calcolo matematico del comportamento termico dei materiali coinvolti nel ciclo di pressata, si ottiene una curva di preriscaldamento che, fino ad ora, nessun altro forno di pressata per ceramica dentale è in grado di realizzare. Il principio è semplice ed intuitivo.

L’odontotecnico parte dal presupposto che la temperatura all’interno di un forno e al centro del cilindro, debba risultare uniforme al termine di un tempo prestabilito. Questa supposizione non è corretta: la termocoppia all’interno del forno misura solo la temperatura della camera di cottura, che viene mantenuta il più costante possibile.
Tuttavia la temperatura all’interno del cilindro si discosta sensibilmente dalla temperatura della camera di cottura. Analogamente alla dispersione di energia elettrica causata dall’attrito, si verifica una perdita di calore dall’esterno verso il centro della camera di cottura.
Ad ogni modo, una temperatura costante all’interno del cilindro non si ottiene mai semplicemente mantenendo costante la temperatura della camera.

Un altro ostacolo al propagarsi uniforme del calore, è la resistenza offerta dalla massa di rivestimento.
Anche con tempi di stazionamento prolungati, non si riesce ad ottenere una distribuzione della temperatura uniforme. Il risultato può essere inoltre sensibilmente modificato dalla conduttività termica della massa di rivestimento che , fin ad ora, era stata ritenuta irrilevante come parametro.
I produttori della ceramica a pressofusione, essendo a conoscenza della diminuzione termica quando il calore penetra dall’esterno all’interno, risolvono il problema aumentando la temperatura finale, garantendo così il raggiungimento della viscosità necessaria per la pressata della ceramica. Questo non cambia il fatto che la temperatura è maggiore all’esterno del cilindro rispetto all’interno.

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